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L'indignato
Questione TibetDALAI LAMA ACCUSA CINA: HA RESO IL TIBET UN INFERNO
DHARAMSALA (INDIA) - La Cina ha inflitto ai tibetani ''torture e tremendi patimenti'' fino a ''far loro letteralmente provare l'inferno in terra'', ma nonostante questo la via da perseguire e' quella del dialogo per ''raggiungere una significativa autonomia regionale per la nostra nazione''. Lo ha dichiarato oggi il Dalai Lama. Rivolgendosi a Dharamsala, cittadina dello Stato indiano dell'Himachal Pradesh dove si trova il suo quartier generale in esilio, ad una folla riunita vicino al tempio di Tsuglang Khang, il Dalai Lama ha ripercorso il mezzo secolo di storia dalla rivolta tibetana del 10 marzo 1959 caratterizzato da fasi di dialogo con Pechino, ma anche dalla violenza militare cinese. ''Abbastanza lontano dall'attuale processo di dialogo sino-tibetano che non ha dato frutti - ha insistito - vi e' stata una brutale repressione delle proteste tibetane che ha scosso l'intero Tibet dal marzo scorso''. La risposta cinese non si e' fatta attendere ed un portavoce del ministero degli Esteri, Ma Zhaoxu, ha sostenuto che la ''cricca del Dalai Lama diffonde menzogne e confonde il bianco col nero''. Nello stesso tempo Pechino ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di non votare una risoluzione del deputato democratico Rush Holt che sollecita ''il riconoscimento della disperazione del popolo tibetano'' e invita ad ''uno sforzo multilaterale per trovare una soluzione duratura e pacifica alla questione del Tibet''. Tale risoluzione, ha assicurato Zhaoxu, ''va contro la storia e la realta' del Tibet''.
MANIFESTAZIONI DI SOLIDARIETA' IN TUTTO IL MONDO
ROMA - In tutto il mondo oggi sono state organizzate manifestazioni in segno di solidarietà con i tibetani in esilio, in occasione del 50/mo anniversario della sollevazione anticinese e dell'esilio del Dalai Lama. Nella Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell'Ue, la bandiera tibetana sostituisce oggi quella europea che normalmente sventola al ministero dell'ambiente a Praga, così come è stata issata sull'edificio del Parlamento. Un gesto dal grande valore simbolico che ha resistito anche alle perplessità dei diplomatici che temono l'iniziativa possa indurre la Cina a cancellare la sua adesione al vertice Ue-Cina programmato dal premier ceco Mirek Topolanek per maggio a Praga. Grande attenzione per la ricorrenza si registra in molte capitali europee: in Svizzera - dove vive una numerosa comunità tibetana - più di un migliaio di persone hanno partecipato ad un corteo a Berna, che si è svolto senza incidenti ed ha raggiunto la sede dell'ambasciata cinese. E nell'intero Paese la bandiera tibetana sventola su oltre 100 municipi e edifici sedi di istituzioni. Lo stesso accade in Austria, all'Aja e a Bruxelles. Manifestazioni di solidarietà anche al Parlamento Europeo, a Strasburgo: decine di bandierine tibetane sono state collocate dagli europarlamentari sui banchi dell'aula durante la seduta di oggi. Prima dell'inizio della seduta il radicale Marco Cappato ha denunciato "l'allontanamento" da parte della sicurezza dell'Europarlamento di cinque donne tibetane che "distribuivano all'ingresso" un testo sul significato della commemorazione. In Australia tafferugli si sono verificati tra manifestanti pro-tibet e polizia nella capitale Canberra. E negli Stati Uniti centinaia di persone si sono riuniti davanti alla Casa Bianca e all'ambasciata cinese a Washington sventolando bandiere tibetane e americane. Numerose anche in Italia le manifestazioni, tenute da istituzioni e organizzazioni indipendenti in molte città. A Roma circa 200 persone hanno partecipato ad un sit-in in piazza Montecitorio.