Ciao a tutti, è giunta l'ora; come il titolo del nuovo cortometraggio che sto scrivendo è arrivata anche per me "L'ORA DEL VOLO". Sto per spiccare un volo inusuale di questi tempi ma, inevitabile per il modo con cui mi esprimo attraverso la settima arte. Cari amici, collaboratori e conoscenti mi trasferisco nella capitale per un certo periodo...un mese,un anno oppure tutta la vita...Putroppo non sta a me decidere quanto tempo ci vorrà per conseguire il mio obbiettivo, l'unica cosa che percepisco con sicurezza è che la città e i luoghi dove sono cresciuto non hanno più niente da offrire al mio cuore e alla mia mente sempre in cerca di ispirazione. Ho fatto tutto quello che era in mio potere ma non è bastato...la cultura in questi luoghi troppo industriali e freddi muore sul nascere e chi resiste è eroe forgiato con passione ma che combatte con automi istituzionali senz'anima e senza cuore. Sono sdegnato che il paese in cui sono cresciuto mi spinge a partire, a lasciare i miei luighi di origine, i paesaggi, i profumi, gli orizzonti, gli affetti che fanno parte della mia vita . La frase che molti stimatori mi dicevano:-"sei sprecato in questa città..." non l'ho mai presa molto sul serio fino a qualche anno fa quando la mia illusione ancora si autoconvinceva che il sistema sarebbe cambiato dimostrando il talento passionale e creando qualcosa di unico. No, purtoppo niente è cambiato da allora...la cultura è ormai in fin di vita e l'arte che mi appartiene, il cinema,è in mano a lobby e presunte scuole di cinema in cui unico interesse reale e quello economico. E' molto triste osservare amatori sentirsi professionisti, giudici che non hanno valenze giuridiche, presunti registi che non sanno nemmeno come si costruisce un inquadratura. Ma ancora più triste è vedere i talenti sprecati. Io ne ho riuniti molti di talenti in questi anni: persone che vivono in funzione della propria arte filtrando la nebbia del sistema con nuova luce. Ma le città industriali preferiscono rimanere al buio e questa "nuova luce" non interessa a nessuno. Io ho illuminato piccoli spazi, cantine e vicoli bui ma la mia luce avrebbe illuminato uno stadio. Voglio che la luce generata da quello che mi riesce meglio, il cinema, possa arrivare al cuore di molti. Vado nell'unica città in cui il cinema fa parte del lessico collettivo e non monologo di periferia. Naturlamente non vado in Tibet o nel Circolo Polare Artico ma è sempre una partenza e, dopo 28 anni di sacrifici, ricordi e sensazioni è strano che nel giardino dove hai piantato i migiori semi, nessuna pianta è cresciuta. Voglio salutare chi non ho potuto salutare di persona, tutti coloro che mi hanno stimato in questi anni, e tutte le persone a me care. Voglio salutarvi con la promessa che tornerò con buone notizie e una nuova possibilità per tutti, in fondo è anche ora che qualcuno ci dia una possibilità...io sarò solo un portavoce dell'arte cinematografica...ciao e grazie a tutti di cuore...e non voglio un in bocca al lupo perchè stavolta anche il lupo sarà intimorito dalla mia marcia decisa...Un abbraccio
P.S. per un breve periodo, 15 giorni circa non sarò on-line, il sito non sarà agiornato e nemmeno la gazzetta del Creativo ma, sarà curioso riaprire il web soffermando il mio sguardo sui vostri comenti... |