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1982 Roberto Russo nasce il 16 luglio 1982, a Milano. Dopo circa un anno la sua famiglia decise di andare a vivere a Montale nella provincia di Pistoia per motivi di lavoro. Il padre del giovane Roberto, un artista polivalente molto abile nella pittura figurativa, nei trompe l'oeil e nella scultura, appassionato da sempre di cinema, sarà il primo a influenzarlo verso una visione estetica e profonda della realtà. Sua madre, ha accettato per tutta la vita il temperamento di Roberto, motivandolo con pazienza nei momenti difficili. La sua fu un infanzia felice, non segnata da particolari episodi o eventi che lo colpirono. Il giovane Roberto fin dalla tenera età comincio a disegnare ispirato da tutto quello che lo circondava, erano gli anni 80 e Roberto rimase affascinato dalla nuova tecnologia virtuale in 8-bit, (i videogames) che permetteva di vivere avventure in compagnia di alcuni eroi dell'epoca, questo gli permise di apprezzare negli anni l'avvento del CGI (computer grafica). Ma la vera influenza culturale e cinematografica fu da parte di un film. 1988 Era il 1988 e il padre gli regalò in VHS un film che amava molto: "Star Wars" di G. Lucas. Il film all'epoca diede a Roberto una carica emotiva tale da influenzarlo per tutta la vita. "Star Wars" era tutto quello che Roberto stava cercando da una forma espressiva. Né dalle serie Tv anni 80, nè dai fumetti, nè dalla musica, nè dai videogamese neppure dai libri Roberto aveva subito un influenza mentale così forte da fargli capire che attraverso l'arte cinematografica si può raggiungere il picco emozionale che nessun altra forma espressiva poteva dargli. Il fascino che colpisce un bambino è decisamente diverso da quello di un adulto, e un altro film che colpì Roberto, sempre consigliato da suo padre, fu "L'Impero del sole" di S. Spielberg. Ecco i primi autori che colpirono l'immaginario di Roberto: Steven Spielberg per la delicatezza e per la sensibilità, George Lucas per l'innovazione tecnologica e la spettacolarità. 1990 Negli anni a seguire, gli anni 90, Roberto fu soprattutto spettatore cinematografico e quella fu la prima scuola. Analizzava le scene dei film osservandole innumerevoli volte per poter capire come venivano realizzate, cercando di entrare nella mente dell'autore e motivando le scelte fatte dallo stesso. Nel 1993 qualcosa scosse terribilmente la mente del giovane. Con un boato enorme, passi che facevano tremare la terra e denti aguzzi, i dinosauri di Jurassic Park sempre di Spielberg diedero a Roberto l'impulso definitivo, fare il suo primo film. La CGI (Computer Grafica) , l'arte del 3D, come veniva chiamata a quei tempi, fece capire a Roberto che la narrazione non aveva più limiti e il computer poteva essere lo strumento di partenza per allenarsi. Da quando James Cameron fece del suo Terminator 2 uno sfoggio di CGI, il linguaggio cinematografico cambiò radicalmente e con se la maggior parte degli autori. La visione del cinema si fece più ampia e Roberto, che subiva con le lacrime agli occhi il fascino di questa innovazione, ne venne travolto. Per lui era arrivato il momento di sperimentare in prima persona quello che ammirava dai grandi autori. 1995 Nel 1995 Roberto aveva 13 anni, e il primo strumento tecnologico che gli permise di sperimentare qualche tecnica digitale fu il Computer. Iniziarono per Roberto i primi esperimenti digitali facendo fotomontaggi e illustrazioni, cominciò dei corsi di fumetto per affinare la sua passione di sempre: il racconto per immagini. I primi programmi di Computer Grafica gli diedero la possibilità di realizzare le prime strisce a fumetti ritoccate a computer, ma Roberto non era soddisfatto, difatti i personaggi delle sue storie erano bidimensionali, erano disegnati. Il ragazzo di 16 anni voleva che i protagonisti delle sue storie fossero in carne ed ossa, ed è così che dopo aver acquistato la sua prima reflex, cominciò i suoi studi di fotografia. La costruzione delle immagini, l'equilibrio e l'estetica, sarà alla base della sua visione del cinema. Negli anni 90 un giovane autore americano di spot e videoclip realizzo un film che per Roberto fu l'icona della fotografia cinematografica e dei movimenti macchina vertiginosi, Michael Bay e il suo immaginario diedero, con il film Armageddon, una nuova spinta al cinema di intrattenimento. Gli anni dell'adolescenza furono accompagnati dalle note di Hans Zimmer, Ennio Morricone, John Williams e Trevor Jones. Le colonne sonore, che Roberto ascoltava ovunque, lo distaccavano dalla realtà facendogli scoprire un altro mondo, fatto di gesti da esaltare e sensazioni da scoprire. Fotografava, disegnava, e studiava nuovi programmi. Grazie alla scuola superiore di Grafica che frequentava conobbe una tecnica ormai in voga da anni, l'animazione tridimensionale. 2000 Il cinema del 2000 adottò la CGI anche per i film d'animazione e fu così che Roberto mise insieme tutte le tecniche acquisite per dimostrare ai primi spettatori, la commissione d'esame, quello che aveva appreso nel corso degli anni. 2003 Nel 2003 Roberto apre un piccolo laboratorio di Spot Pubblicitari. Qui poteva realizzare e sperimentare con la massima libertà espressiva e senza vincoli. Successivamente realizzò con alcuni suo amici il primo mediometraggio sperimentale "Virus Ritter Project". Virus fu il primo esperimento realizzato da Roberto per poter testare le proprie capacità di regista, provate fino a quel momento solo a livello tecnico. Grazie a quest' opera Roberto capì che la sua aspirazione, poter emozionare attraverso il linguaggio cinematografico, si stava materializzando. I suoi primi collaboratori furono sopratutto amici, che conoscendo il giovane regista si fidarono con pazienza. Roberto infatti, era un direttore d'orchestra molto severo e i suoi compagni si ritrovavano ad affrontare prove di resistenza molto ardue. Memorabile è l'episodio in cui, durante le riprese di Virus, l'attore Cristiano Buracchi si ammalò quattro volte in un mese perchè costretto a girare con la camicia in un sottopassaggio ferroviario in pieno inverno. Il primo esperimento fu un successo e quando fu proiettato al cinema, Roberto ebbe, dopo anni, il primo stimolo ad andare avanti continuando a sognare il futuro. Permise inoltre a molti sui amici artisti, che conosceva da molto tempo, di allearsi in una sorta di collaborazione creativa per i progetti futuri. La tecnica è importante ma un bun regista è sopratutto una persona riflessiva che riesce a vedere quello che gli altri non vedono. Un buon regista deve essere sensibile e deve subire il fascino di tutte le forme d'arte, deve essere passionale in quello che sta facendo affrontando i momenti difficili meglio di chiunque altro e motivando gli altri, deve rendere i suoi collaboratori parte di se. Un buon regista è l'anima e il cuore di una squadra creativa, non è un dittatore. Questa, in breve, è la filosofia che Roberto Russo adottò ogni successivo lavoro e ancora oggi. 2005 Nel 2005 Roberto sperimentò nuove tecniche di ripresa, di montaggio e di compositing (la tecnica che unisce riprese girate "dal vivo" con elementi in CGI). Con il suo nuovo team creativo girò alcuni cortometraggi e iniziò a scrivere il suo primo lungometraggio, Tele-Visioni, con la collaborazione di un suo caro amico poeta. Girare nuovi spot pubblicitari, realizzare sigle televisive in 3D ed elaborare progetti grafici gli permise di acquistare una nuova videocamera e un computer più evoluto. Questi furono gli anni in cui Roberto Russo conobbe l'immaginario di Peter Jackson che, con il Signore degli anelli, fece del cinema fantasy un manifesto di imponenza, eleganza, poesia ed emozione. Per Roberto il massimo autore che sa colpire lo sguardo emozioando la mente e il cuore, Peter Jackson. Jackson divento per Roberto un icona religisa un modello da seguire a cui ispirarsi... 2007 Con Tele-Visioni Roberto Russo ha concluso un capitolo della propria vita, ha dato prova che il momento di girare un film da professionista è arrivato. La sua visione del cinema è pura, influenzata dall'amore verso la settima arte coltivato nel corso degli anni. Un ragazzo di periferia che, con la sola passione e la forza di volontà, ha creato una realtà coinvolgendo centinaia di persone, trasformando il linguaggio visivo in qualcosa di originale senza subire le influenze dirette degli autori o delle regole accademiche. Nel panorama italiano non esiste un autore che, a parita di condizioni e mezzi, sia mai riuscito a fare quello che ha fatto Roberto. Il giovane regista è stato costretto, dalla realtà e dall'impossibilità economica, a realizzare un film "da solo". Dopo due anni di lavoro, chiuso nel suo studio ventiquattr'ore su ventiquattro per 6 mesi durante la post-produzione, il film Tele-Visioni è pronto nei tempi previsti. Il 22 maggio 2007, l'applauso infinito delle oltre 400 persone presenti al cinema fu il secondo stimolo per andare avanti, per non arrendersi, per continuare a credere. I collaboratori di Roberto, tutti alla prima esperienza, hanno dimostrato di avere talento. Nella recitazione, nella musica e aiutando il giovane regista quotidianamente, il primo team creativo di questa piccola casa di produzione indipendente, la Zerobudget Filme, capì che il momento era arrivato. Il momento di vivere i propri sogni coltivandoli con sacrificio giorno per giorno. Solo una domanda sorge spontanea. Se è riuscito a realizzare un film di questo livello solo con una videocamera e un PC, cosa farà con più mezzi, con un budget e con la mente concentrata solo sulla regia? Aspettiamoci il meglio. 2008 La casa prima casa di produzione indipendente cinematografica prende vita con il nome LumiErre Pruduction.
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