STORIA
Il 18 Giugno 1983, nasce a Prato Buracchi Cristiano, da una famiglia benestante, il padre piccolo imprenditore, la madre casalinga, gestisce inoltre qualche sua proprietà.
Il giovane Cristiano, già in infanzia non merita un nome così importante, infatti già in tenera età, non è molto incline al catechismo, e soprattutto alle scuole elementari, dove è una vera e propria peste, in questo periodo passa più tempo nel corridoio che in classe, comunque porta ogni cosa a termine, chiaramente con risultati non troppo brillanti.
Nel periodo delle scuole medie, placa il suo carattere dispettoso e irriverente, per far posto ad uno più tranquillo e addirittura compare in lui la timidezza, comportamento finora ignoto, grazie però ad una sua maestra, scopre il piacere di leggere, comincia con i grandi classici per ragazzi, pian piano ritorna più espansivo, ma di nuovo in contrapposizione, è per la prima volta più solitario, una delle tante facce di quest’artista, infatti i cambiamenti caratteriali e repentini, sono al centro della sua giovinezza.
Dopo questo periodo grigio, inizia le scuole superiori, ed il ragazzo timido e secchione delle medie sparisce di nuovo, cerca così la “maturità” al Francesco Datini di Prato, nell’indirizzo di grafico pubblicitario, ed è proprio qui che fa gl’incontri della sua vita, conosce difatti Roberto Russo futuro regista e Fabio Tanzini perno prezioso per l’organizzazione dei loro film, ma ancora è presto, questi ragazzi non sanno ancora cosa gli aspetta, e cosa di grandioso faranno insieme.
Molti studenti nella sua classe saranno dei grandi artisti, e soprattutto dei grandi amici, ma il gruppo non è ancora unito, troveranno la loro dimensione negli ultimi due anni di scuola, intanto Cristiano scopre il mondo dei giovani, e cade nelle loro frivolezze, cerca una maggiore ricercatezza nel vestire e nel look, addirittura si tinge i capelli di biondo, torna ha studiare poco ed a leggere ancor meno, esce e rientra nei periodi eremiti, fino ad arrivare ad una nuova maturità, sempre nei suoi limiti di stravaganza, intorno agli ultimi due anni di scuola, ricambia radicalmente il carattere, spinto dal vento delle passioni finora passeggere, cui lui si lascia trasportare con piacere, si disinteressa totalmente delle mode e dei divertimenti non curandosi più dell’aspetto esteriore, si richiude di nuovo in esilio, ricomincia a leggere, il suo primo libro dell’adolescenza è “Il Quartiere” di Vasco Pratolini, ne rimane folgorato, nei mesi avvenire si mangia letteralmente quasi tutti i suoi romanzi, passa a Calvino e Svevo, si appassiona ai racconti etnici di Sepulveda e Cacucci, fino ad arrivare ai poeti maledetti uno su tutti Baudelaire, passa a William Blake fino ad arrivare a Cecco Angiolieri, conosciuto grazie ad una canzone di Fabrizio De Andrè.
In questo periodo letteralmente molto attivo, si fanno avanti le prime ispirazioni verso la poesia, sente come una voce che in fondo all’anima gli suggerisce profonde riflessioni, trova in un libro una poesia scritta da un anonimo, è la molla che lo fa scattare, decide così di fare il primo passo e di imprimere tutto questo flusso di idee su carta, anche se è ancora un po scettico e impaurito, nell’offrire tutti i suoi pensieri e renderli visibili.
Appena concluso le superiori ed ottenuto il diploma, Cristiano Buracchi sforna le sue prime ottantadue poesie,con una velocità impressionante e con una ispirazione improvvisa, a qualsiasi ora del giorno e della notte, intanto il gruppo di amici prendono momentaneamente strade separate, anche se continuano a vedersi e frequentarsi, Cristiano come tutti prova ad entrare nel mondo del lavoro, anche se a suo modo, difatti nei suoi prossimi cinque anni cambierà quattordici lavori, denotando se mai ce ne fosse bisogno le sue particolarità, le sue irriverenze e la grande voglia di esperienze sempre nuove, unite come sempre a periodi opposti, peraltro non troppo lunghi.
Nonostante le giornate, tra colloqui e licenziamenti, inizino a diventare pesanti, la vena artistica non demorde, e continua a sfornare poesie su poesie, intanto con Roberto Russo e Fabio Tanzini, progettano un medio metraggio, dove recita per la prima volta, sarà la prima prova delle loro abilità.
Finita questa impresa, iniziano ad imbastire le basi per il primo film, dove si aggiungerà un discreto staff, intanto Cristiano lavora su due fronti, per l’organizzazione insieme a Roberto e Fabio, e spinto da questa nuova passione inizia la scuola di recitazione, ma si ferma alla conclusione del primo anno, non troppo soddisfatto.
Le poesie intanto iniziano a lievitare, arrivano sulle trecento circa, Cristiano decide di farle leggere a Roberto, esso lo spinge a non avere paura di mostrarle al pubblico, la costumista del film, gli fornisce l’informativa di un concorso, con il premio la pubblicazione delle stesse, Roberto lo incoraggia a partecipare, si convince e spedisce una selezione di quaranta poesie, tutte dalla sua prima raccolta.
Passato qualche mese, riceve una lettera che lo informa della vittoria alle selezioni, con il contratto pronto per essere firmato, ma ancora una volta ci vuole per lui l’incoraggiamento degli amici e dello staff del film, che sta terminando.
L’anno 2007, è per lui il più ricco di soddisfazioni, infatti esce il famigerato libro di poesie “E poi sia qualcosa” edite da Libroitaliano, ed il film di Roberto Russo, “Tele-Visioni”, è pronto per esser proiettato nelle sale.
Questa cammino per ora termina qui, ma si spera che l’artista in questione, continui a far scrivere di se pagine di vita importanti e continui con la sua poesia a darci emozioni e riflessioni, questa ventata di freschezza possono portarla solamente i giovani, non possiamo far altro che sperare per lui, in una strada sempre piena di ispirazione e comprensione.
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