STORIA

Fabio tanzini nasce a Prato il 2 maggio del 1983, il piccolo pargoletto, appena uscito dalla pancia della mamma, pesava “solo” 3,8 Kg proprio il giorno dopo il primo maggio, la festa dei lavoratori (per non perdersi l’ultimo giorno di ferie!). La famiglia di Fabio vive dalla parte dei buoni, cioè dei meno ricchi, ma la mancanza di denaro viene riempita dall’affetto del padre Giancarlo, dalla madre Amelia, e dai due fratelli maggiori, Massimiliano di 14 anni e Federico di 3 anni più grandi. Come tutti i padri i quali hanno vissuto una vita di sacrifici e lavoro, Giancarlo spera in Fabio un futuro da calciatore, avendone notato una certa predisposizione. Il sacrificio della famiglia è notevole, ripagato da Fabio a livello sportivo, cosi come a scuola. Fabio è un bravo bambino, bravino a calcio ed a scuola, ma non il numero uno come sperava il padre, almeno per il calcio, ma non per questo Giancarlo cercava sempre con tutto l’amore possibile a dare il massimo, e per la scuola ci pensava la madre Amelia ad aiutarlo per crescere e migliorare. L’equilibrio della famiglia è molto buono, i due fratelli maggiori Massimiliano e Federico sono molto affettuosi con Fabio e questo lo aiutava ad essere un ragazzo buono, grazie ai mille consigli che danno a lui, tantè che Massimiliano, quando la madre Amelia non poteva stare dietro a tutto pensava lui a cambiare il pannolino a Fabio quando era piccolo. Il primo vero episodio (molto spiacevole), della vita di Fabio, capita alla età di 5 anni, insieme a suo fratello Federico furono vittime di un brutto divertimento da parte di tre ragazzi, i quali convinsero Fabio e Federico a bere qualche sorso di vino che stavano infiascando nelle cantine sottostanti al loro condominio. Incoscenti del male che poteva causargli, i due fratelli continuarono a bere fino a che non caddero a terra svenuti. Portati all’ospedale di urgenza, Fabio poco dopo si riprese bene, invece Federico, rischiò veramente la vita, causa un infezione al fegato causata dal vino bevuto in eccesso. La fortuna vuole che Federico dopo giorni di paura, si riprese bene e questo increscioso episodio finì senza conseguenze irreparabili. La vita di Fabio scorre tranquilla, gioca a calcio con gli amici, videogames etc... senza però nessun lato artistico nella sua vita, infatti in famiglia nessuno aveva doti artistiche particolari e cosi non ricevendone di stimoli in questo campo, a scuola nel disegno, nella musica, nella fotografia non era molto bravo, ma però in lui si scorgeva una certa dote, che in futuro potrà essergli molto preziosa. Fabio, in tutte le cose che faceva, piaceva “organizzare” la situazione (cioè piaceva inventare e trovare una soluzione nelle situazioni in cui non c’era accordo) per es: quando giocava a calcio con gli amici e nussuno voleva o piaceva le squadre, lui provava a mettere tutti d’accordo facendo lui le squadre. Fabio non solo quando giocava con i suoi amici, ma anche a casa con sua madre piaceva discutere su come trovare un migliore aspetto della casa spostando i mobili, i divani, i tavoli etc... I periodi scolastici elementari e medie raccontano di un ragazzo come detto prima molto tranquillo e sereno, non contando forse l’unico episodio spiacevole della sua adolescenza, la bocciatura dal catechismo, per colpa di un breve periodo di ribellione di quel tempo, subito perso grazie ancora una volta alla famiglia. Iniziano le scuole superiori per Fabio, prende l’indirizzo di grafico pubblicitario, ma perchè? Infatti anche i suoi genitori non consigliano a Fabio di intraprendere quell’indirizzo, perchè come detto prima, la sue doti nel disegno e grafiche non sono delle migliori, ma Fabio non voleva “perdere” il suoi migliori amici i quali prendevano parte a quell’indirizzo. Giancarlo e Amelia, e lo stesso Fabio, non sapevano che tre anni dopo la scelta presa si potesse rivelare azzeccatissima. Tre anni dopo, grazie alla fusione di due classi rimaste con pochi alunni, conobbe un certo Roberto Russo. Fabio e Marco Manese (il suo migliore amico) dopo qualche screzio iniziale con Roberto diventarono grandi amici, accumunati dal desiderio di ribellione di quegli anni. Con loro, piano piano si stava inserendo un compagno di classe Cristiano Buracchi, un tipo strano, molto chiuso e timido, l’opposto dei tre ragazzi, ma ai ragazzi piaceva la sua particolare forma di ribellione, il non far niente, infatti le professoresse qualsiasi cosa gli dicevano lui se ne “sbatteva” ma fortuna vuole che Cristiano stava simpatico ai professori, tanto da chedergli di fare il minimo per diplomarsi. Ormai i ragazzi sono inseparabili, anche se il rapporto tra loro era soltanto scolastico, la paura era che quando finiva la scuola, non si potessero piu vedere, cosi tra le tante cene di classe che facevano, Fabio conoscendo le grandi dote artistiche di Roberto e la sua passione per il cinema, conoscendone anche le doti (avendo visto qualche sua ripresa cinematografica ai tempi che Roberto frequentava un corso di regia) , cosi anche in modo molto scherzoso gli propose di reaalizzare un cortometraggio tra amici. Fabio poteva immaginarsi cosa aveva fatto scattare nella mente “diabolica” di Roberto, cosi insieme a Cristiano, il quale anche lui nel frattempo stava intraprendendo una strada artistica, scrivendo grandi e profonde poesie che ne stavano caraterizzando la sua vita, iniziarono a scrivere per poi realizzare quello che sarà il loro primo mediometraggio “Virus Ritter Project” distribuendosi i ruoli, con Roberto a fare lo “schiavo” del film (scherzosamente lo chiamavano cosi, perchè si occupava praticamente di tutto, regia, montaggio, effetti speciali e molto altro), Cristiano faceva l’attore protagonista del film e Fabio in quello che fin da piccolo piaceva fare, cioè “organizzare”, con la voce di Assistente di produzione. Questo fu lo slancio per i ragazzi a credere che qualcosa nella lora vita potevano cambiare e fare qualcosa di bello ed importante. Infatti pochi mesi dopo il buon successo ricevuto, si buttarono in un’avventura affascinante, ma terribilmente dura e rischiosa, non scoraggiandosi minimamente i ragazzi, realizzando il primo film della storia del cinema italiano, senza mezzi, soldi e con tutte le persone alla loro prima esperienza, coinvolgendo centinaia di persone, solo con il loro entusiasmo portando a termine, quello che oggi si chiama Tele-Visioni. Fabio, cosi, insieme ai suoi più cari amici potrà cosi crescere e maturare con quello che a lui piace fare... ma sopratutto accanto hai suoi amici.