STORIA
Marco Manese nasce a Prato il 13 Gennaio 1983. La sua formazione musicale comincia all’eta di soli 4 anni, all’asilo, dove Marco prende lezioni di pianoforte per circa un anno. All’età di 10 anni riceve in regalo dai suoi genitori la sua prima chiitarra classica, e comincia a frequentare un corso presso il “Musicalcentro” di Prato. La vivacità di quegli anni lo porta a lasciare il corso dopo poco tempo, forse troppo accademico per un bambino che vede lo strumento come un riflesso dei propri idoli, quasi un gioco per riuscire ad imitare le “rock star”. Quelli infatti sono per Marco gli anni di Freddy Mercury e Brian May dei Queen, di Axl rose e Slash dei Guns ‘n roses, del Black Album dei Metallica, ecc.; influenze musicali che gli arrivano dal fratello maggiore Luca, più grande di lui di 3 anni, grande appassionato di musica rock.
All’età di 11 anni forma la sua prima “band”, (se così la vogliamo chiamare!!) insieme ad altri due suoi coetanei. La “sala prove” (o sala frastuono!) era stata arrangiata nel garage di Marco. La batteria era stata costruita, dallo stesso, con materiali di scarto: i tom erano stati fatti con dei secchi di varie dimensioni, il charleston e i piatti con dei coperchi di pentole, il rullante con una scatola di cartone e la cassa era del tutto inesistente! Per la voce veniva usato il “Canta tu”, e la chitarra classica che Marco “suonava” non si sentiva nemmeno in mezzo a quella confusione! Quello fu il punto di partenza. Marco comprò una chitarra elettrica, e cominciò a prendere lezioni da un conoscente che sapeva stimolarlo ad imparare le basi della chitarra. A questo punto, insieme a due amici, forma la sua prima vera band, dove oltre a suonare canta. I ragazzi cominciano a fare cover: Nirvana, Metallica, Guns ‘n Roses, e molti altri sono i gruppi nei quali si rivede. Molto presto dalle cover i ragazzi passano a fare pezzi propri, ed è qui che Marco scopre di avere gusto nell’arrangiare pezzi e nel creare nuove canzoni. Dopo 3 stupendi anni passati insieme, il gurppo si scioglie. Marco continua a suonare da solo nella sua cameretta, ma sente la mancanza di arrangiare, di creare. Fa così la conoscenza dei sequencer, programmi in grado di registrare a traccie, e dei VST instruments, librerie di suoni midi in grado di ricreare il suono di strumenti musicali. Comincia così a comporre da solo. Oltre a suonare la chitarra e a cantare, a questo punto con i VST crea le parti di batteria, di basso, di tastiera e ttutti gli arrangiamenti necessari da solo. Nel 2002 Marco ottiene il diploma di “Tecnico della Grafica Pubblicitaria” presso l’isituto professionale Francesco Datini di Prato, ed è proprio grazie a questi 5 anni di scuola, che Marco comincia a mettere le basi per il suo futuro. Infatti, è proprio qui che fa la conoscenza di ragazzi, amici, con cui intraprenderà un cammino che legherà la sua musica a progetti cinematografici. Nel frattempo cominciò a lavorare come designer presso il reparto di ricerca e sviluppo grafico di una stamperia, piazzato e all over, di Prato. Nel 2003 fece il suo primo cd demo da solista “Memorie” contenente i pezzi “Aria”, “Ad occhi aperti” e “Se te ne vai”. Lo stile era cambiato. Il senso di sfogo, di ribellione che davano i vecchi pezzi fatti col gruppo, lasciarono spazio a temi più profondi, più emotivi. Le canzoni contenute in “Memorie”, infatti vennero scritte da Marco in un periodo caratterizzato da avvenimenti personali che lo resero più malinconico,che lo fecero cambiare e crescere. Il cd venne ascoltato da Roberto Russo, regista e vecchio amico di scuola, che in quel periodo stava ultimando il mediometraggio “Virus Ritter Project” . Siamo nel Maggio 2005. Russo rimase subito entusiasta, e gli propose di comporre la colonna sonora originale. Il film però era quasi pronto, già fissate le proiezioni, e i tempi tecnici non permisero di realizzare questo progetto musicale, quindi, di comune accordo, Marco compose soltanto il “pezzo” da inserire nel menù del dvd del film. L’idea piacque molto al regista; entrambi capirono che poteva nascera una stretta collaborazione creativa. Infatti in settembre, Russo lo chiamò proponendogli un doppio ruolo. Oltre a comporre la colonna sonora originale del nuovo progetto “Tele Visioni”, Marco avrebbe dovuto interpretare una parte da protagonista nel film. Di pari passo Marco portò a termine un progetto musicale con lo scittore e poeta, nonché suo amico, Cristiano Buracchi. Il demo “La mia filosofia”, comprendeva quattro canzoni “boic8”, “La mia filosofia”, “L’invasione degli ameri-cani” e “Sulla riva del fiume”. I testi sono poesie di Buracchi, cantate e musicate da Marco. Il progetto è molto particolare, l’unione della poesia e della musica legate tra loro in modo autonomo e innovativo; nei pezzi di Marco infatti si respira una totale indipendenza dai canoni accademici, dovuta molto al fatto che è un musicista autodidatta. Il primo passo nella colonna sonora del film Tele Visioni fu creare una canzone chitarra e voce completamente acustica, che avrebbe dovuto successivamente reinterpretare in una scena del film. Gli venne data carta bianca, e Marco compose “La scatola a colori” sia la musica che il testo, e fu subito un successo tra i collaboratori del film. Cominciò così un rigido, ma gratificante lavoro a stretto contatto con Russo; i due entrarono subito in simbiosi, i loro scambi di idee subito diventarono un’unica veduta. Siamo nel Maggio 2007, la colonna sonora è ultimata; 90 minuti di musica orchestrale effettiva su 120 minuti di film, realizzata da Marco con una passione sfrenata, tanti sacrifici ed un solo pc. Infatti tutte le musiche sono state composte soltanto nei ritagli di tempo post lavoro, senza la possibilità di lavorarci a tempo pieno. Intanto Marco riceve un’offerta per un impiego presso un’ altra azienda, accetta la mansione di “Tecnico, Grafico, Stilista” che gli viene proposta, anche per l’ orario di 5 ore giornaliere che gli permettono di avere più tempo libero da dedicare alla sua vita…..la Musica!
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